Si festeggia l’Italia liberata

(LaFotoNonLhoFattaIo)
Si festeggia in Italia, si intravede la possibilità di un vero cambiamento, un’inversione di marcia. C’è energia. Berlusconi ha perso, e non ce ne pentiremo.

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Si festeggia in Italia, si intravede la possibilità di un vero cambiamento, un’inversione di marcia. C’è energia. Berlusconi ha perso, e non ce ne pentiremo.


Solo il calcio può spingere, in una città come Palermo, più di 40 mila persone a percorrere migliaia di chilometri utilizzando qualsiasi mezzo di trasporto per ricongiungersi tutti sotto una bandiera. Solo chi prova una vera passione può capirlo. Oggi il nostro cuore è un po’ rosa nero.

Nell’atrio della Galleria d’Arte Moderna di Palermo. Due macchine fumanti con impianto stereo spaziale da ventimila euro, i proprietari delle auto con le loro fidanzate al fianco, le luci psichedeliche blu, la musica assordante…proprio come quella che fa tremare i vetri di casa quando una di queste “scatole infernali” passa sotto il balcone. Così si apriva l’interessante mostra di Stefania Galegati, inaugurata Sabato 21 alla GAM.



Il direttore Ascher Fisch durante le prove di “The Greek Passion”, al Teatro Massimo di Palermo

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L’utima “recita” oggi alle 17.30 al Teatro Massimo di Palermo. Il direttore: Ascher Fisch.




«Confutatis maledictis, flammis acribus addictis, voca me cum benedictis. Oro supplex et acclinis, cor contritum quasi cinis, gere curam mei finis.»
Requiem, Mozart.

La Patetica di Čajkovskij…è bello andare il sabato pomeriggio al Politeama, molto intenso questo pezzo…grande merito al Gong e alla Grancassa.


Salemi è uno dei paesi della Valle del Belice colpiti dal terremoto del ‘68, ed è uno di quei luoghi in cui il senso del tempo cambia, si perde tra i vicoli di una domenica assolata. Questa è la Chiesa Madre, che grazie ad un bellissimo progetto di recupero urbano fatto da Alvaro Siza nel 1980, è diventata una piazza nella quale si riesce a percepire una commistione tra antico e moderno, tra rottura e continuità, proprio perchè i pochi elementi architettonici rimasti permettono di ridisegnare nella mente la pianta della chiesa.


La chiesa di Sant’Agostino e gli stucchi di Giacomo Serpotta. Il bianco e l’oro.
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