
Un altro scorcio sui tetti di Palermo. Dalle terrazze dell’ Hotel Centrale, in corso vittorio Emanuele. La cupola che si vede dovrebbe essere quella della Chiesa di San Giuseppe dei Teatini.
Another view of the rooftops of Palermo. From the terraces of Hotel Centrale, in corso Vittorio Emanuele. The dome should be the one of the Church of San Giuseppe dei Teatini.

Mi piace quando all’improvviso il cielo “sbotta” in lacrime, disperato e inconsolabile, e poi si calma, così, improvvisamente come ha iniziato, e lascia vincere il sole. E’ tornata ad essere fredda l’aria di Maggio.

Scusate l’eccesso di maniera ma il cielo, ieri, sembrava dipinto. Ci sono cose nella vita che si definiscono da sole.

Quando mi hanno detto che quella nuvola lassù, sola, piccola e a suo modo perfetta, si chiamava “cumulus humilis”, non ho potuto fare a meno di fotografarla…se sapessi usare bene le parole le dedicherei una poesia…anche una nuvola può essere una metafora.

torno al puro godimento per gli occhi…ancora una volta dalla finestra…con la luce delle 7 di sera che filtra attraverso le nuvole scure, e il gioco delle gru che si baciano e danzano…

E’ così suggestiva ed evocativa la scena della partenza di una nave dal porto…io le osservo sempre…io che vivo prorio di fronte al molo da cui le navi partono, mi soffermo sempre ad immaginare storie di valigie e lacrime…certo però la nube tossica che causano fa piangere il cielo…e guardando questa scena muore il romanticismo…


Su Corso Vittorio Emanuele, la Chiesa della Catena si affaccia a destra verso Piazza Marina, a sinistra verso la Cala…e la sua bellezza secondo me, oltre che architettonica (è uno dei migliori esempi di architettura cinquecentesca siciliana), sta proprio nella vicinanza con il mare…tra l’altro il nome deriva dal fatto che su uno dei muri esterni era posta un’estremità della catena che chiudeva il porto della Cala (wikipedia)…vista dall’alto è uno spettacolo perchè si può godere con un solo sguardo la bellissima chiesa, le fronde degli alberi del Giardino Garibaldi (Piazza Marina) e la cala con le sue barche…

Che vorrà dire? forse che la stagione grigia lascia il posto alla stagione dei colori? Un’altra storia dalla finestra.

Piazza San Domenico
Mi piace vedere il mondo dall’alto, da una finestra (e questo si era capito), da una terrazza, da un aereo, forse è quel senso di vertigine che ci fa rimanere tanto legati alla terra…in fondo ho deciso di non scappare, sono sempre ritornata in mezzo ai muri sporchi della città.

Quest’ anno niente Pasqua cittadina, processioni, sepolcri etc…non voglio sminuire ma ci sono troppe cose importanti da fare…quindi auguro buona pasqua con questa nera visione di una cupa processione tra le macchine…dalla finestra, come piace a me.
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