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Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre ma avere nuovi occhi

Separazione

Ho fatto questa foto all’interno del laboratorio Zeta, è il muro che vorrebbero abbattere, è il simbolo dello sgombero che hanno subito…perchè i poliziotti lo hanno alzato per bloccare tutti i collegamenti con l’esterno e isolare la struttura.

Cadono rami

Il Ficus Magnolides. che si trova dentro Villa Garibaldi in Piazza Marina, un albero secolare, originario di zone tropicali e subtropicali…è uno spettacolo meraviglioso, la sua caratteristica è lo sviluppo di possenti rami in orizzontale, sostenuti da radici che, una volta ancoratesi al suolo, vanno continuamente irrobustendosi, il risultato è un fusto larghissimo composto dall’insieme dei tronchi e delle radici ormai diventate tronchi anch’esse.
Il problema è che i rami ormai sono diventati così lunghi da coprire tutta la strada, e subiscono la forza del vento che certe volte colpisce Palermo…alcuni rami sono caduti…sopra le macchine! per fortuna in questi giorni hanno chiuso la piazza per tagliare alcuni rami.

Lo Zeta Lab rioccupato

La stessa sera della manifestazione i ragazzi hanno rioccupato lo Zeta Lab. Da allora, ogni sera, tantissima gente va a dimostrare solidarietà organizzando svariati tipi di attività per tenere vivo e occupato lo spazio. I ragazzi sudanesi però continuano a dormire nelle tende montate sul marciapiede all’ingresso del laboratorio, perchè sono troppo spaventati da quello che potrebbe succedergli.

Contro il razzismo

In questo momento particolarmente difficile per i ragazzi sudanesi che vivono accampati davanti al Laboratorio Zeta in via Boito, voglio mostrare un’altra immagine scattata durante la manifestazione, quando un ragazzo sudanese ha preso il microfono e ha fatto un bellissimo discorso di incitamento alla folla.

Per lo Zeta Lab

Martedì 19 Gennaio lo Zeta lab, in via Boito 7, è stato assediato dalla polizia e sgomberato. I rifugiati politici sudanesi che vi abitavano sono stati costretti ad accamparsi per strada.
I locali del laboratorio saranno affidati all’Associazione Aspasia, un’associazione privata che “parla di volontariato, ma si occupa solo di business”.
Ieri c’è stata una bellissima manifestazione “per una città libera, antirazzista, solidale con se stessa”, perchè “lo sgombero dello Zeta è l’ennesimo atto di aggressione ad una città ferita, sfruttata ed umiliata fino all’osso”.

Street shop

Oggi racconto un’altra scena che vedo ogni giorno andando a lavoro…un venditore ambulante che, sul retro della sua lapa, vende oggetti improbabili…decisamente kitsch…ne recupera al massimo una ventina ogni giorno, non di più…sono curiosa di capire se ogni tanto riesce a vendere qualcosa.

On my way to work, everyday scenes – part II. A pedlar selling in the back of his “Lapa” (Sicilian for a Piaggio Ape) some pretty umbelievable, kitch objects… he gathers a couple dozens of them every day, no more than that. I always wonder whether he sometimes manages to sell something.

Giardino della fonderia

E’ stato restaurato il Giardino dell’Ex Fonderia alla Cala, dietro Piazza Marina. Di sera l’illuminazione lo rende un luogo suggestivo, speriamo che venga utilizzato nel modo migliore. Per adesso è chiuso, ne riparleremo quando organizzeranno il primo evento…

The Garden of the Ex-Foundry of the Cala, behind Piazza Marina. At night its lights make it a very evocative place, I just hope it will be used in the best possible way. It is closed at present, I am going to write more about it on the occasion of the first event there…

Skyline

All’altezza del Foro Italico, l’uno di fronte all’altro, stanno due simboli della condizione della città di Palermo: il Nautoscopio e la Tirrenia bruciata…uno a terra, l’altro in mare, entrambi immobili e abbandonati.
La Tirrenia è una carcassa che ha subito un incendio circa 6 mesi fa, e da quel giorno è entrata a far parte dello skyline della città; il Nautoscopio è una costruzione particolare, una nave sospesa, bello a vedersi, potenzialmente interessante, se non fosse abbandonato. Oggi fa parte anche lui dello skyline della città, ma è rimasto vuoto.

The two symbols of the situation Palermo is in are there, one in front of the other, on the Foro Italico promenade: the Nautoscopio and the Tirrenia wreck. One is on land, the other at sea, they both are still and abandoned. The Tirrenia is a the shell of a ship that caught fire about 6 months ago, and has become part of the city skyline since. The Nautoscopio is a very special building, a suspended ship, a beautiful sight, with a great potential, if only it had not been deserted. It is now part of the city skyline too, but is it another empty shell.

In Piazza Pretoria

In Piazza Pretoria, alle due estremità degli scalini che portano in Via Maqueda, fanno la guardia due leoni. Sono bellissimi, stanno seduti con lo sguardo fiero ed i muscoli in tensione.
Il problema è che il loro manto ha assunto un colore non ben identificabile…perchè quella via, che dovrebbe essere chiusa al traffico perchè stracolma di monumenti e chiese, è invece un asse centrale attraversato tutto il giorno dalle auto…

In Piazza Pretoria, at the two sides of the steps leading to via Maqueda, there are two lions guarding over the street. They are beautiful, sitting there with their proud gaze and tense muscles. The real issue is that their colour has turned quite strange: as a matter of fact this street that should be pedestrian as it is filled up with monuments and churches but on the contrary it is crossed by cars all day long…

Il papa assonnato

Immaginate la sorpresa nel girare l’angolo, da Piazza Magione verso Via della Vetriera, e trovarsi davanti questo gigantesco murales. Ieri c’era il sole e il prato verdissimo creava un contrasto cromatico molto forte che metteva in risalto il rosso del disegno.

Just imagine my surprise when I turned round the corner, going from Piazza Magione to via della Vetriera, and saw this huge murals. Yesterday was sunny and the color of the green, green grass created a strong contrast with the red in the picture.