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Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre ma avere nuovi occhi

Palermo retró

Salemi e Siza

Salemi è uno dei paesi della Valle del Belice colpiti dal terremoto del ‘68, ed è uno di quei luoghi in cui il senso del tempo cambia, si perde tra i vicoli di una domenica assolata. Questa è la Chiesa Madre, che grazie ad un bellissimo progetto di recupero urbano fatto da Alvaro Siza nel 1980, è diventata una piazza nella quale si riesce a percepire una commistione tra antico e moderno, tra rottura e continuità, proprio perchè i pochi elementi architettonici rimasti permettono di ridisegnare nella mente la pianta della chiesa.

il Cretto di Burri

“Il terremoto, cieca forza di una maligna natura, è doppio disastro, fisico ed umano. Spazza via in pochi secondi secoli di storia, cultura, civiltà. Là dove erano focolari, rifugi per soste di riposo, coauguli di tenerezze, trame d’amore, dolore, eventi di vita e morte, accumuli di memorie, di colpo si fa il deserto, terreno nudo e vago…” Vincenzo Consolo

A Gibellina le macerie sono state coperte, come nascoste sotto un lenzuolo, dal Cretto di Alberto Burri…io la trovo un’opera molto bella e poetica: le macerie della città seppellite, fissate nel tempo, su cui si fonda un’opera d’arte che mantiene l’impianto urbanistico originale con le strade segnate…se non fosse per l’incuria che ho trovato…il “lenzuolo” oggi non ha più niente bianco…ma tutte le sfumature dal grigio al nero…

museo della memoria

“c’è più storia nella cronaca che nella storia medesima, e far conoscere i fatti è già un modo per risvegliare le coscienze” Carlo Levi

E’ molto bello questo museo della memoria, costruito circa 7 mesi fa a Santa Margherita Belice, all’interno della Chiesa Madre diroccata. Peccato che ancora i computer e i totem multimediali non siano funzionanti, e che la zona sottostante non sia accessibile…con una migliore gestione potrebbe diventare una bella risorsa.

15 gennaio 1968

Il 15 gennaio 1968 un terremoto distrusse buona parte dei paesi della valle del Belice causando la morte di circa 600 persone. Bisogna visitare queste città, non basta vederle in foto, è un’esperienza surreale, soprattutto Poggioreale…sembra un fermo immagine di quel giorno. I ruderi sono rimasti lì, ad aspettare che il tempo finisca di distruggerli, che la natura si insinui tra le pietre e le macerie. Il vento fa sbattere ancora le persiane sospese nel nulla, e non puoi fare a meno di immaginare com’era prima del terremoto, prima di trasformarsi in una città fantasma. Veramente inquietante.

Rori Palazzo

photographer and graphic designer

Palermo, Italia

www.roripalazzo.com

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